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Art Fall – Ferrara Contemporanea

Due mostre dedicate rispettivamente a Andreas Golinski e Emanuele Becheri. Sono queste le iniziative principali che accompagneranno, a Ferrara, nel Padiglione d’Arte Contemporanea, la rassegna Art Fall – Ferrara Contemporanea. Le mostre resteranno aperte fino al 28 dicembre.

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Nella prima mostra, ”It was a long way down” a cura di Andrea Lissoni / Xing, Golinski di artista tedesco che vive e lavora in Italia, recentemente impostosi sulla scena nazionale propone una riflessione sui modelli coercitivi di convivenza e di lavoro imposti dall’economia postindustriale e globalizzata, e sulla consapevolezza dell’individuo rispetto ai processi storici di cui e’ partecipe.

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Turner e l’Italia

FERRARA. Apre la stagione ferrarese una nuova mostra su Turner, curata da James Hamilton, che si aprirà il 16 novembre e resterà allestita fino al 22 febbraio al Palazzo dei Diamanti.

Nella storia della pittura del primissimo Ottocento, Joseph Mallord William Turner, londinese di Covent Garden, nato nel 1775, spicca innegabilmente come un gigante. Questo gigante era però un omettino. Piccolissimo, sporco, la faccia e i modi rozzi, il cilindro sempre in testa, un ragazzaccio di strada irritabile e suscettibile, nemico dei modi ipocriti e convenzionali inglesi: così lo descrisse John Ruskin. Di lui si ricorda che riusciva puntualmente coi suoi modi a scandalizzare anche i suoi ammiratori, specialmente quelli stranieri, quando si recavano a esaminare i quadri nel suo studio: un antro invaso da una diecina di gatti che mangiavano e naturalmente defecavano dappertutto. Matto come un cavallo” disse di lui re Giorgio V.
I suoi primi quadri di stampo apocalittico, che si richiamavano di solito ad argomenti storici (Waterloo, Cartagine, Ulisse), furono derisi dal mondo aristocratico londinese e giudicati dai critici “informi e vuoti”, e questo spiega perché finirono, invece che in patria, a Cleveland, Filadelfia e Boston. In seguito il giovane Turner, ferito dall’incomprensione, cominciò a girare per la campagna inglese, a guardare la luna, i ruscelli e le piante, a cercare ossessivamente di fissare gli aspetti più incerti e fugaci della natura, dalla luce dei tramonti a quella dell’arcobaleno, e trasfigurando la realtà fino a farla diventare per sempre la sua realtà.
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Informazioni:

dal 16/11/2008 al 22/02/2009, aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00; Aperto anche: il 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio.

Ferrara Arte in collaborazione con la National Gallery of Scotland di Edimburgo.

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