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La Madonna del cardellino di Raffaello è tornata

1Dopo una complessa opera di restauro durata ben otto anni, ritorna in esposizione la “Madonna del cardellino”, magnifico quadro di Raffaello che rimase seriamente danneggiato durante il crollo del 1547 di Casa Nasi, a Firenze.
La tela sarà in mostra fino al 1° marzo 2009 a Palazzo Medici-Riccardi, sede della Provincia, prima far ritorno definitivo nella Sala 26 degli Uffizi. Contenuta in una teca per proteggerla da agenti esterni, la “Madonna del cardellino” farà parte della lista di 23 opere inamovibili, stilata in base alle norme del Codice Urbani dal direttore Antonio Natali. Non sono dunque previsti spostamenti della tela in altri musei per eventuali mostre temporanee.
Raffaello dipinse la “Madonna del cardellino” agli inizi del ’500, durante gli anni in cui visse a Firenze, prima di stabilirsi Roma. Gli fu commissionato da Lorenzo Nasi, un ricco mercante suo stretto amico. Nel 1547 a causa di un terremoto la casa della famiglia Nasi, dov’era custodita la tela, crollò riducendo la tavola in 17 parti e numerosi microframmenti. Fu ricomposta probabilmente da Ridolfo del Ghirlandaio ed così rimase a meno di un paio di ridottissimi interventi effettuati qualche secolo dopo. Il delicato e complesso compiuto dall’Opificio delle Pietre Dure, è stato supportato da una lunga fase iniziale di studio volta a definire quali fossero i materiali pittorici usati da Raffaello, quali da Ridolfo del Ghirlandaio e dai successivi interventi.

Gli elementi utilizzati negli diversi interventi si sono alterati al punto da coprire del tutto la policromia raffaellesca. Un’analisi ai raggi X ha permesso invece di osservare le fratture tra i pezzi, e i numerosi chiodi utilizzati durante il primo restauro cinquecentesco per ricostruire la tavola che era andata in pezzi. Le differenze rispetto all’ultimo restauro nelle figure sono poche. Più rilevanti sono quelle relative al paesaggio come il ponte a sinistra (totalmente inventato), la torre e l’edificio cilindrico sulla destra, che nell’opera si trasformano in uno spazio aperto. Altre piccole differenze riguardano la scollatura dell’abito della Madonna e l’orecchio del San Giovanni Battista. La lunga fase di pulitura ha consentito il recupero dei colori di Raffaello fortunatamente ben protetti dalla verniciatura stesa dall’artista.

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Capolavori in Corso

La Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia saluta la città, prima della chiusura per lavori di restauro nel 2009, con un progetto culturale straordinario.
Nelle sale da sempre dedicate all’arte antica con capolavori di Raffaello, Foppa, Savoldo, Moretto, Pitocchetto, entrano alcune prestigiose opere contemporanee: da Fontana a Cattelan, da Burri a Ontani, da Boetti a Kapoor.brescia_torsio_mart

Raffaello Sanzio e il suo Cristo benedicente a fianco di un Concetto Spaziale di Lucio Fontana; lo Stendardo di Orzinuovi di Vincenzo Foppa e una Mappa di Alighiero Boetti; il Ritratto di giovinetto di Lorenzo Lotto dell’Accademia Carrara di Bergamo e il Giovane che guarda Lorenzo Lotto di Giulio Paolini; La visione di San Pietro per la conversione dei Gentili di Tommaso Bona vicino a Love Saves Life di Maurizio Cattelan.
E ancora: Gerolamo Savoldo, Romanino, Moretto, Giovan Battista Moroni, Giacomo Ceruti accanto ad Alberto Burri, Ansel Adams, Anish Kapoor, Cindy Sherman, Luigi Ontani, Thomas Struth, Mario Cresci, Sam Taylor Wood.

La Pinacoteca Tosio Martinengo è dunque protagonista, prima della chiusura per lavori di ristrutturazione e restauro, di una mostra che da dicembre 2008 a febbraio 2009 vedrà l’ingresso, nelle storiche e importanti sale del museo, di alcune opere d’arte contemporanea selezionate tra i nomi più interessanti del panorama artistico italiano e internazionale.

L’idea portante dell’iniziativa è l’inserimento, all’interno del tradizionale percorso espositivo che ospita capolavori dell’arte italiana ed europea dal XV al XVIII secolo, di più di venti prestigiose opere d’arte
contemporanea.

Nelle sale, in un ideale quanto affascinante dialogo e confronto tra antico e moderno, tra l’arte dei secoli passati e quella attuale, troveranno posto sculture, dipinti, installazioni, fotografie, video di noti artisti contemporanei. Ospite d’eccezione: il Ritratto di giovinetto, capolavoro di Lorenzo Lotto, proveniente dall’Accademia Carrara di Bergamo e databile agli inizii del Cinquecento che dialogherà con l’analogo soggetto di Giulio Paolini, realizzato nel 1967.

Durante il periodo della mostra (1 dicembre 2008 – 1 febbraio 2009) le opere d’arte contemporanea andranno via via arricchendosi inserendosi progressivamente nel percorso museale; a partire da un primo nucleo di circa dieci opere (30 novembre) sono previsti infatti due ampliamenti da cinque opere ciascuno (18 dicembre e 30 gennaio). I “nuovi arrivi” saranno valorizzati e illustrati tramite visite guidate condotte, oltre che dai tre curatori, da critici e storici dell’arte, artisti e collezionisti, docenti universitari e d’accademia. Il programma prevede anche conferenze, aperture serali straordinarie, percorsi didattici, happenings, concerti, performances, proiezioni di film.
INFORMAZIONI

Inaugurazione: domenica 30 novembre 2008
Periodo: 1 dicembre 2008 – 1 febbraio 2009

Pinacoteca Tosio Martinengo
Piazza Moretto, 4
Brescia

Orari: tutti i giorni: 9.00 – 19.00; chiuso 24, 25 e 31 dicembre 2008 – 1 gennaio 2009 – 11.00 – 19.00
Biglietteria: Intero € 5,00 – Ridotto € 4,00 – Scuole € 3,00 – Ingresso + didattica € 4,50
tel. 030.3774999
www.bresciamusei.com

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