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Picasso, Arlecchino dell’arte

Roma rende omaggio a Pablo Picasso, il più grande artista del Novecento, con una ricchissima esposizione al Complesso del Vittoriano: la rassegna si intitola “Picasso 1917 – 1937  L’Arlecchino dell’arte” ed è aperta  dall’11 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009.  Più di 180 opere, tra oli, opere su carta e sculture, offrono un quadro straordinario dell’ originale ed eclettica creatività del maestro spagnolo, nel ventennio tra le due guerre mondiali.

Picasso, Donna sdraiata sulla spiaggia

La produzione di Pablo Picasso è enciclopedica ed è molto difficile affrontare adeguatamente in una mostra un fenomeno che, già solo a livello quantitativo, non conosce uguali in tutta la storia dell’arte. Come tutte le esposizioni a lui dedicate, anche in questo caso ci si sofferma su un tema specifico, il periodo dal 1917 al 1937, che in un certo senso ingloba tutti gli altri poiché sottolinea la proteiforme diversità dell’artista.  E’ proprio questa diversità a distinguere maggiormente Picasso da tutti i suoi contemporanei e forse anche da qualsiasi altro artista mai esistito.

La mostra presenta ben quattro diverse interpretazioni: il classico Arlecchino (Ritratto di Léonice Massine) del 1917 (Museu Picasso, Barcelona), lo splendido Arlecchino suonatore cubista del 1924 (The National Gallery of Art, Washington D.C.), l’Arlecchino astrattista del 1927 (The Metropolitan Museum of Art, New York) e la Testa di Arlecchino surrealista sempre del 1927 (collezione privata).

In occasione della mostra, torna per la prima volta nella capitale dal 1917 L’Italienne (Fondazione Collezione E. G. Bührle, Zurigo), allegra scomposizione cubista di una fanciulla italiana con il profilo del cupolone di San Pietro sullo sfondo, che Picasso dipinse durante il suo soggiorno romano. Nel 1925 Picasso, ormai stanco di alternare solo due stili, il cubismo e il neoclassicismo, si accostò al surrealismo e, pur senza mai legarsi al movimento, superò tuttavia i surrealisti nel realizzare il loro programma artistico, poiché sapeva meglio della maggior parte di loro come evitare la trappola di illustrare una teoria creando un’immagine.  Sempre nella seconda metà degli anni Venti, Picasso diede anche una seconda possibilità a quell’astrattismo che aveva rifiutato nel periodo di massimo sviluppo del cubismo, come testimonia, tra gli altri, un capolavoro come Due donne davanti alla finestra (1927, Museum of Fine Arts di Houston). Nei primi anni Trenta, probabilmente in reazione alle pratiche decisamente antipittoriche delle avanguardie, Picasso ricominciò a considerare Matisse un suo interlocutore, come se volesse fare di lui il nuovo rappresentante vivente della tradizione analizzando l’intenso rapporto del più anziano pittore con l’opera di Cézanne, Gauguin, van Gogh e Seurat.

Il Picasso che emerge da questa ricchissima mostra, è un artista straordinariamente onnicomprensivo e proprio per questo è restato tanto a lungo un punto di riferimento imprescindibile per molti artisti più giovani e al tempo stesso divenne un ostacolo così difficile da superare per coloro che erano alla ricerca di uno stile originale.  Mantenere viva la tradizione continuando a trasformarla: per Picasso era questa la scelta indispensabile.

L’esposizione “Picasso 1917 – 1937  L’Arlecchino dell’arte” è a cura di Yve-Alain Bois, La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la collaborazione del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e alla Comunicazione, Assessorato alla Scuola, alla Famiglia e all’Infanzia – della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali – della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport -, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero Affari Esteri, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

Picasso 1917 – 1937 – L’Arlecchino dell’arte
Roma – Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Fino a domenica 8 febbraio 2009

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Georges Seurat, Paul Signac e i neoimpressionisti

Apre a Milano la prima grande retrospettiva realizzata in Italia e dedicata al neoimpressionismo, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e promossa dal Comune di Milano – Cultura. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, dell’Ambasciata di Francia in Italia e con la partecipazione del Musée d’Orsay, la mostra è prodotta da Palazzo Reale e da Arthemisia.

seurat_sundayafternoonontheislandofgrandjatte

La storia del neoimpressionismo inizia nel 1884, quando i due artisti si incontrano per la prima volta, e la mostra evidenzia la loro evoluzione fino alla nascita del movimento, durante l’inverno 1885-86.
La Seine à Courbevoie è l’opera dipinta da Seurat nel momento in cui le sue ricerche segnano un vero e proprio traguardo artistico, dopo i numerosi studi eseguiti nell’isola della “Grande Jatte”. Ed è proprio in quel momento che il pittore mette in pratica il principio fondamentale della divisione del colore, secondo il quale, ponendo sulla tela piccoli tocchi di colori puri, viene lasciata alla retina dello spettatore il compito di operare, in una visione a distanza, la mescolanza dei toni cromatici.

Il percorso della mostra è organizzato secondo uno sviluppo tematico in sette sezioni che colloca le opere nel loro contesto storico, e offre altresì una coerenza cronologica che consente di seguire l’evoluzione stilistica del neoimpressionismo. Inoltre, un’opera italiana, divisionista o prefuturista (tra cui dipinti di Balla, Previati, Russolo, Longoni), completa ogni sezione in cui è diviso il percorso, per sottolineare la confluenza degli interessi artistici europei durante quel periodo, particolarmente ricco d’innovazioni estetiche.

Periodo:
10 ottobre 2008 – 25 gennaio 2009

Palazzo Reale,
Piazza Duomo 12,
Milano

tel. 02 54919
info@arthemisia.it

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