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La donna nell’antichità

2008-08-26_126247898In occasione della festa della donna, si inaugurera’, sabato 7 marzo, presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, la mostra “La donna nell’Antichita’ dal Tardo Impero ai Longobardi: nuove acquisizioni in Toscana”.
Preceduto da una piccola sezione sull’eta’ romana, con oreficerie, gemme, monete imperiali ed un gruppo di teste e busti, il cuore dell’esposizione e’ costituito da corredi femminili di epoca longobarda rinvenuti recentemente a Fiesole, in piazza Garibaldi. Si segnala fra tutti quello della cosiddetta “Principessa”, con spilloni ed una croce in oro e suppellettile in vetro. Accanto a questa la sepoltura di un guerriero dotato dell’armatura completa. L’esposizione rimarra’ aperta dall’8 marzo all’8 giugno 2009.

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Giotto simbolo del ‘300

Oltre 160 opere – sculture, codici, oggetti di oreficeria, tavole e affreschi – raccontano, per la prima volta a Roma, Giotto e il Trecento. Una grande esposizione che si apre domani al Vittoriano, per l’occasione allestito come un monastero medievale, che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inaugurato stamani. ”Per me e’ stata un’esperienza entusiasmante – ha detto il curatore, Alessandro Tomei – il presidente e’ stato attento e interessato”.

Sulla locandina ufficiale si trovano tutte le informazioni.

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La croce di Michelangelo

michelangeloComincia da Trapani il viaggio attraverso l’Italia del ”Crocifisso ritrovato” attribuito al giovane Michelangelo. L’opera, acquistata dal Ministero dei Beni culturali per 3,25 milioni, e’ giunta nella citta’ siciliana,per essere esposta nell’ambito della mostra ‘Fulget Crucis Mysterium’. A Trapani sono stata allestite 2 mostre collaterali sull’iconografia del Cristo in croce nella storia dal medioevo (‘Mysterium Crucis’) e nell’arte contemporanea (‘Across the cross’).

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Pro Loco Bergamo rinvia a domenica 22 marzo

La mostra di pittura organizzata da Pro Loco Bergamo, divisione Art & Culture, prevista per domenica 8 marzo è stata rinviata a domenica 22 marzo (dalle 8 alle 20) a causa della sopravvenuta indisponibilità dello spazio sotto i portici della biblioteca Angelo Maj.
Riprendono così le mostre di pittura in Città Alta a cura della Pro Loco Bergamo. Ogni seconda domenica del mese, sotto i portici della biblioteca Angelo Maj (in piazza Vecchia), sarà infatti possibile ammirare le originali opere di artisti bergamaschi, ma non solo. Il ciclo di mostre, molto seguito dai pittori della nostra provincia, ma sempre più frequentato anche da artisti provenienti dal resto della Lombardia, ha il preciso intento di valorizzare e promuovere proprio le produzioni artistiche lombarde.
Sono aperte le iscrizioni: costo 25 euro per ciascuna mostra. Per chi fosse interessato o volesse avere informazioni in merito, è possibile contattare la sede dell’associazione Pro Loco Bergamo–Art & Culture al numero telefonico 035-237323.

Il calendario 2009 delle mostre: 22 marzo, 13 aprile, 10 maggio, 14 giugno, 12 luglio. Le date sotto indicate potranno invece subire delle modifiche causa elezioni amministrative: 13 settembre, 11 ottobre, 8 novembre, 13 dicembre.

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‘Sottopuntidarte’

p_figuraSculture in tela a cura dell’Accademia Internazionale d’Alta Moda e d’Arte del Costume Koefia saranno esposte al museo Boncompagni Ludovisi dal 3 febbraio prossino nell’ambito della mostra ‘Sottopuntidarte’.La mostra intende valorizzare e raccontare l’aspetto creativo e progettuale della Moda, attraverso la presentazione di circa 25 abiti-scultura realizzati nella migliore tradizione delle tele sartoriali, must dell’Accademia Koefia. Sono abiti-scultura, vere e proprie architetture, proposte al Museo Boncompagni Ludovisi che ospita questa iniziativa con l’intento di salvaguardare e promuovere la Moda nelle sue piu’ antiche tradizioni, in un’ottica di composizione moderna e contemporanea . La creazione stilistica e la sua realizzazione passa attraverso un processo di costruzione , li’ dove la struttura del capo e’ in relazione alle proporzioni ed a leggi specifiche.

L’iniziativa si propone di rafforzare l’aspetto dell’alto artigianato nell’ambito sartoriale, a favore di una tradizione che nel mondo va scomparendo. L’evento piu’ che una sfilata in termini tradizionali vuole essere una presentazione nella forma della performance o del ”tableau vivant”. L’idea e’ quella di estremizzare al massimo la progettazione creativa attraverso i tagli e le forme che sono alla base del progetto stilistico: la sapienza dei tagli, l’armonia del ritmo, il recupero delle proporzioni, la ricerca del particolare, fanno del capo finito, oltre ad un buon modello d’Alta Moda, un pezzo unico, un’opera indossabile, concepita con quel pensiero che vede andare insieme creativita’ e scienza.

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Bertrand Lavier in mostra a Roma

10327_mainimageL’Accademia di Francia a Roma, diretta da Fre’de’ric Mitterrand, dedica una mostra a Bertrand Lavier, a cura di Giorgio Verzotti, con circa quaranta opere, di diverse dimensioni, che documenteranno l’intero percorso creativo dell’artista francese, dai primi lavori datati 1978 all’installazione nei giardini appositamente pensata per la facciata interna di Villa Medici, dove tra l’altro figurera’ anche la Fontaine opera dell’artista, a suo tempo realizzata in occasione della grande collettiva La ville, le jardin, la me’moire. L’esposizione da mercoledi’ 28 gennaio all’8 marzo. Bertrand Lavier e’ riconosciuto, a livello internazionale, come uno degli artisti francesi piu’ significativi degli ultimi decenni, e la sua opera ha lasciato molte tracce anche in Italia, dove ha esposto in numerosi musei pubblici e gallerie private.

Il suo lavoro si puo’ definire di matrice concettuale, dove pero’ l’intento analitico e’ spostato dal linguaggio dell’arte in se’, verso il confronto fra quest’ultimo e il mondo della comunicazione sociale e degli oggetti comuni. Piu’ precisamente, Lavier mette in rilievo i meccanismi di attribuzione di valore invalsi nel mondo dell’arte e li confronta con quelli con cui siamo abituati a valutare, usare e consumare gli oggetti tipici della nostra contemporaneita’, da quelli piu’ banali a quelli piu’ preziosi.

Bertrand Lavier indaga sul confine, a volte molto sottile, che separa questi due universi oggettuali, e pone in primo piano il feticismo che direziona i nostri comportamenti all’interno di essi.Senza dubbio, l’artista si rifa’ al grande precedente di Marcel Duchamp e dei suoi ready-made, oggetti qualsiasi esposti in quanto tali nei luoghi istituzionali dell’arte. Come per Duchamp, il punto di partenza di Lavier e’ un approccio di tipo linguistico, e meta-linguistico.

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‘I Macchiaioli e la fotografia’

image_1203108932_352Ai Macchiaioli e la fotografia e’ dedicata la mostra ospitata nelle sale del Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Firenze, ultimo di una serie di eventi che l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, con il concorso del Polo museale fiorentino e di alcune altre istituzioni, ha promosso e prodotto nel 2008 per celebrare l’arte di Giovanni Fattori nel centenario della morte.

Un viaggio alle origini del rapporto fra artista e macchina, tra antico pennello e nuovo strumento di rappresentazione della realta’. A questo tema, che sintetizza lo spirito di un’epoca di frontiera e che percorre tutta la pittura figurativa dell’Ottocento. La rassegna, che restera’ aperta fino al 15 febbraio 2009, ricostruisce per la prima volta i passaggi di quello che fu, a suo modo, un amore a prima vista e che svela non pochi segreti della visione del mondo macchiaiola. Curata da Monica Maffioli con Silvio Balloni e Nadia Marchioni, l’esposizione nasce dalla collaborazione tra Ente Cassa, Fondazione Alinari (editore del catalogo) e Biblioteca Marucelliana di Firenze, con allestimento grafico di Stefano Rovai.

Si tratta di una selezione particolarmente significativa di circa 200 opere tra fotografie (numerosi gli inediti), dipinti (di Fattori, Signorini, Boldini, Banti. Gioli, Cabianca) e raffronti iconografici. Opere disposte secondo un racconto in cinque capitoli: Roma e la formazione di un codice visivo comune: i modelli fotografici per gli artisti; Firenze e la cultura visiva dei Macchiaioli: modelli, luoghi e personaggi; Banti, Cabianca, Signorini e la fotografia; un fotografo per i Macchiaioli e La Marsiliana, luogo d’incontro tra pittura e fotografia. Nella mostra diventano evidenti, non senza sorprese, le connessioni tra i due diversi modi di riprodurre la realta’. La fotografia fa propri i canoni estetici e le regole della pittura contribuendo cosi’ a trasformare le prospettive e le ricerche artistiche, in particolare dei Macchiaioli. Non pochi utilizzarono le fotografie come strumenti di lavoro, alcuni vollero essere essi stessi fotografi.
Fino al 15 febbraio 2009 al museo nazionale Alinari della fotografia

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